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Coronavirus: crescono ansia e attacchi di panico nella popolazione

Il prolungato isolamento e le continue, necessarie, restrizioni alla libertà di spostamento delle persone stanno avendo ripercussioni sulla psiche dei cittadini, provocando ansia, oppressione e panico.

Quello che stiamo vivendo è un momento particolare, al quale eravamo impreparati. La limitazione della nostra libertà, l’incertezza lavorativa, le problematiche familiari hanno portato ad un forte incremento di stress, ansia, attacchi di panico e depressione nella popolazione. In particolare, un numero sempre maggiore di persone sta sperimentando attacchi di panico.

Cosa sono gli attacchi di panico?

L’attacco di panico è rappresentato da un episodio di improvvisa ed intensa paura che si manifesta senza una ragione apparente e che spesso può essere accompagnato da sintomi fisici (ad es., palpitazioni, formicoli, giramenti di testa). Vengono descritti come un’esperienza terribile, spesso improvvisa ed inaspettata, che porta la persona a pensare di poter perdere il controllo, avere un attacco di cuore ed essere prossimo alla morte. Soffrire di panico è alquanto frequente: questo disturbo colpisce il 3% della popolazione con un picco di insorgenza nella fascia d’età tra 15 e 30 anni, con una frequenza doppia nel genere femminile. Tuttavia, nel periodo compreso da Febbraio 2020 ad oggi si stima che per il nel 78% della popolazione il sentimento dominante è l’ansia e il senso di oppressione, il 13% ammette di essere nervoso e solo il 9% dichiara di vivere serenamente questo momento.

Quali sono i sintomi di un attacco di panico?

Gli attacchi di panico fanno parte dei disturbi d’ansia ed il primo attacco si scatena di solito in presenza di una forte pressione emotiva o  quando si è stanchi ed esauriti. È molto raro che il primo attacco di panico si manifesti in chi si sente sicuro e in assenza di fattori stressanti.  I sintomi fisici più comuni dell’attacco di panico sono: difficoltà respiratorie con fame d’aria o sensazione di soffocamento, tremore, sudorazione, sensazioni di irrealtà con derealizzazione e depersonalizzazione, tachicardia con impressione di morte imminente e svenimenti.

Spesso, chi ha una crisi d’ansia cerca di scappare allontanarsi dalla situazione in cui si trova nella speranza di stare meglio, oppure cerca chi lo possa aiutare se dovesse svenire, avere un infarto o impazzire. C’è chi invece cerca di restare solo perché si vergogna delle conseguenze. La prima volta è spesso un’esperienza traumatica, in quanto inattesa, intensa, e molto spiacevole, spesso accompagnata dalla paura di perdere il controllo, di svenire, di morire o di impazzire.

 

Perché si sviluppa un attacco di panico?

Gli attacchi di panico fanno parte dei disturbi d’ansia e in genere si sviluppano in quelle persone che hanno una predisposizione genetica e psicologica ai disturbi d’ansia quando eventi o periodi particolarmente stressanti non riescono più ad essere gestiti normalmente. I motivi per cui le persone soffrono di attacchi di panico sono numerosi e tra le cause più diffuse ci sono:

  • La predisposizione genetica
  • Un elevato momento di stress, sia lavorativo sia personale (come quello che stiamo vivendo in questo periodo)
  • Le preoccupazioni circa la propria salute
  • Problemi o difficoltà personali o professionali non affrontati

Nel momento in cui, per diversi motivi, la persona non riesce a gestire le cause del proprio stress, queste provocano nel tempo un aumento dell’ansia che, una volta superata la soglia limite, può sfociare in un attacco di panico.

 

Gli evitamenti e la paura della paura  

Spesso, dopo il primo attacco, le persone iniziano a cambiare il proprio modo di vivere: chi soffre per lungo tempo di attacchi di panico prima o poi inizia ad evitare una o più situazioni per la paura che possa soffrire di un nuovo attacco di panico. Si parla in questi casi di evitamento: maggiori sono gli evitamenti, maggiori saranno gli sforzi e il tempo necessari per superare il disturbo.

Le situazioni più frequentemente evitate sono luoghi affollati, spazi aperti, autobus, treni, spazi chiusi e posti lontani da casa o dove comunque è difficile ottenere aiuto. La maggior parte delle persone impara rapidamente a individuare le situazioni nelle quali per loro è più probabile che si possa ripresentare un attacco di panico.

Vista la situazione attuale, le persone che soffrono d’ansia tendono sempre maggiormente a rimanere chiuse in casa, evitando anche quegli spostamenti essenziali concessi, per paura di avere un’altra crisi. Trova così giustificazione il comportamento di evitamento che, impedendo all’individuo un confronto reale con la minaccia temuta, diventa una strategia di successo e sollievo dalla paura, e come tale, si auto rinforza. È però solo apparentemente un successo perché, l’altro risvolto della medaglia l’individuo percepisce tutta la sua impotenza. La persona affetta da panico, si trova quindi dentro ad un labirinto trappola senza apparente via d’uscita.

 

Cura degli attacchi di panico

È importante che chi soffre d’ansia si rivolga ad un professionista, che delineerà la strategia terapeutica più efficace. Chiedere aiuto il prima possibile, scongiura il cronicizzarsi del disturbo. La psicoterapia cognitivo comportamentale ha mostrato di essere l’approccio maggiormente efficace nel trattamento del disturbo di panico. Lo psicoterapeuta guiderà la persona che soffre di attacchi di panico a riconoscere quali sono gli eventi che hanno portato allo scatenarsi dell’attacco, così come verranno identificati i pensieri disfunzionali che mantengono il disturbo.  Sarà poi, attraverso esercizi di rilassamento, uniti ad un lavoro su pensieri e idee disfunzionali, che la persona riuscirà a gestire in maniere efficace questo disturbo.

Lo Studio Psi.Co. offre supporto alle persone che soffrono di disturbi d’ansia e attacchi di panico attraverso dei percorsi di psicoterapia individuale e attraverso l’utilizzo di tecniche specifiche di rilassamento. Se pensi di soffrire di questi disturbi, o se hai bisogno di maggiori informazioni puoi metterti in contatto con un terapeuta dello Studio Psi.Co. di Cattolica (Rimini), compilando il form QUI