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Depressione in adolescenza: come riconoscerla

I disturbi depressivi fanno parte dei disturbi dell’umore ed includono il disturbo depressivo maggiore (anche definito episodio singolo o disturbo depressivo maggiore ricorrente), la distimia e il NAS (disturbo depressivo Non Altrimenti Specificato). Questa condizione psicologica può presentarsi in ogni momento della vita, dall’infanzia all’adolescenza, fino all’età adulta e compromette in maniera significativa la quotidianità di chi ne soffre.

Da numerose indagini epidemiologiche risulta che il 2% dei bambini e il 4% degli adolescenti all’anno, sviluppano  un episodio di depressione che dura almeno due settimane. Questi episodi possono comparire sia a seguito di un evento scatenante (per esempio un lutto imprevisto e improvviso, una crisi di coppia ecc.), sia  presentarsi senza un motivo apparente. Generalmente gli adolescenti che ne soffrono mostrano  alcune caratteristiche quali:

  • apatia, cioè indifferenza verso ogni attività o persona;
  • anedonia, cioè perdita della capacità di provare piacere;
  • umor nero”, cioè tristezza per la maggior parte del tempo;
  • a volte comportamento aggressivo ed impulsivo;
  • somatizzazioni, come cefalea o mal di pancia.

L’adolescente con sintomi depressivi trascorre molto tempo da solo, spesso in camera, impegnato a giocare con videogiochi o intento a guardare programmi televisivi che gli evitano il contatto con le proprie emozioni di sofferenza. Questo isolamento gli impedisce di confrontarsi con i coetanei ed i genitori ed alimenta il senso di vuoto e di colpa che piano piano cresce sempre più. Questo continuo estraniarsi dalla vita sociale può portare ad un calo del rendimento scolastico e che il giovane cominci a mettere in atto comportamenti a rischio come uso di alcool e droghe.

Numerose ricerche hanno evidenziato come questo disturbo possa essere efficacemente trattato attraverso un trattamento di  psicoterapia cognitivo-comportamentale, a volte affiancato da una  terapia farmacologica.

 

Studio Psi.Co.